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Benanti, carattere etneo dal 1734

Sull’Etna, tra le pendici che guardano il mare di Ionio, esiste una famiglia che scrive la storia del vino siciliano da quasi 300 anni. Benanti non è semplicemente una cantina, è il racconto di generazioni che hanno creduto nel potenziale dei vitigni autoctoni quando ancora nessuno guardava al vulcano come a un grande terroir.

Il protagonista di questo racconto è il Nerello Mascalese, l’uva a bacca rossa che meglio di ogni altra riesce a restituire nel calice la mineralità, l’eleganza e la finezza tipiche dei vini di montagna. Non un vitigno qualunque, ma quello che ha reso l’Etna una delle denominazioni siciliane più discusse e apprezzate a livello internazionale.

Chi visita la Tenuta di Monte Serra a Viagrande non si limita a degustare del buon vino. Cammina tra viti centenarie coltivate ad alberello franco di piede, entra in un palmento settecentesco ancora intatto, scopre una collezione di dipinti custodita nella cantina storica e assaggia etichette che riviste come Wine Spectator e Decanter citano regolarmente insieme a pubblicazioni del calibro di Wine Advocate, Jancis Robinson e Wine Enthusiast.

Questo articolo racconta perché Benanti merita un posto tra le tappe imperdibili di un viaggio enogastronomico sull’Etna, come raggiungere la Tenuta, cosa aspettarsi dalla visita guidata e dalla degustazione, quanto costa vivere questa esperienza e quale sia il momento migliore dell’anno per prenotarla. Un percorso pensato per chi vuole capire davvero perché il Nerello Mascalese di Benanti viene considerato un punto di riferimento assoluto della viticoltura vulcanica italiana.

Vendemmia a mano nel vigneto terrazzato di Benanti sul Monte Serra con muretti in pietra lavica, versante sud est dell'Etna

Perché visitare Cantina Benanti

Benanti rappresenta uno dei capitoli fondamentali della viticoltura etnea moderna. È stata tra le prime aziende a credere nella zonazione del vulcano, vinificando separatamente le uve provenienti dai quattro versanti dell’Etna quando questo approccio era ancora una rarità in Sicilia. Una scelta filosofica prima ancora che tecnica, che ha permesso di raccontare, contrada dopo contrada, le mille sfumature di uno stesso vulcano.

Il cuore del progetto resta l’identità autoctona. I vitigni sono autoctoni, le uve vengono raccolte a mano, le alte densità di impianto si abbinano a rese contenute e la vinificazione avviene con l’ausilio di lieviti autoctoni selezionati direttamente in vigna. Non è un dettaglio tecnico da addetti ai lavori, è la ragione per cui ogni bottiglia Benanti riesce a trasmettere con precisione il versante da cui proviene.

A confermarlo è la critica internazionale. Il celebre critico Ian D’Agata, firma di Vinous.com, ha riconosciuto proprio alla famiglia Benanti il merito di aver trasformato Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante in varietà di riferimento assoluto per l’enologia italiana. Un giudizio che si aggiunge a quello di Monica Larner, firma italiana di Robert Parker/The Wine Advocate, secondo cui la storia vitivinicola di Benanti coincide con quella stessa dell’Etna, ed è stata proprio questa cantina a portare il vulcano alla ribalta enologica internazionale.

I numeri raccontano una coerenza costruita nel tempo, non un successo estemporaneo. La cantina ha ottenuto il titolo di “Cantina Italiana dell’Anno” da Gambero Rosso/Slow Wine nel 2007 e ha collezionato dodici premi Tre Bicchieri dal 2007 al 2019, oltre al riconoscimento di “Top 100 Winery” da parte di Wine & Spirits Magazine nel 2012. Ma è soprattutto la presenza costante nella selezione OperaWine di Wine Spectator, che raccoglie i cento migliori produttori italiani, a certificare una qualità che non è mai stata un episodio isolato: Benanti vi compare dal 2015 e poi ininterrottamente dal 2019 fino al 2025.

Visitare Benanti significa quindi entrare in una delle aziende che ha materialmente scritto la mappa vinicola dell’Etna, con la possibilità di degustare accanto ai vini Tradizionali anche le etichette Contrada, vere e proprie fotografie di territorio impossibili da trovare altrove con la stessa profondità.

Dove si trova Cantina Benanti e come arrivare

La Tenuta Benanti si trova a Viagrande, in provincia di Catania, sul versante sud-est dell’Etna, all’indirizzo Via Giuseppe Garibaldi 475, 95029 Viagrande (CT). Si tratta di una posizione strategica per chi soggiorna a Catania o nella zona costiera ionica, distante appena una ventina di chilometri dal capoluogo etneo e facilmente raggiungibile in auto in circa trenta minuti.

La cantina sorge ai piedi del Monte Serra, un antico cono eruttivo oggi interamente coltivato a vigneto, e questo dettaglio geografico non è secondario: è proprio salendo lungo il fianco del monte che si comprende meglio la relazione strettissima tra suolo vulcanico e vitigno che rende unico ogni calice prodotto qui.

Per chi arriva in auto, la strada più comoda è quella che dall’autostrada A18 Catania-Messina porta verso l’uscita di Acireale o San Gregorio di Catania, per poi proseguire sulle strade provinciali che risalgono dolcemente verso Viagrande, tra terrazzamenti di vigne e ville d’epoca che raccontano la storia agricola della zona. Il paesaggio, punteggiato di antiche dimore nobiliari catanesi, anticipa già l’atmosfera che si respira una volta arrivati in Tenuta.

Chi preferisce muoversi senza auto propria può appoggiarsi a un taxi o a un servizio di transfer privato da Catania, considerando che la zona non è servita in modo capillare dal trasporto pubblico e che la visita in cantina richiede comunque una certa organizzazione degli orari. È consigliabile prenotare il trasferimento in anticipo, soprattutto nei mesi di alta stagione turistica.

Una volta arrivati, l’ottocentesca Tenuta si presenta con la sua architettura signorile immersa tra i vigneti, un contesto che permette di respirare l’autenticità del versante sud-est dell’Etna ancora prima di iniziare la visita guidata.

Mappa Google che mostra la posizione della Tenuta Monte Serra Benanti a Viagrande in provincia di Catania sul versante sud est dell'Etna

Cosa include la visita e la degustazione presso Cantina Benanti

La visita in Cantina Benanti è un percorso studiato per far vivere all’ospite l’intera filosofia produttiva dell’azienda, non solo il momento della degustazione. Ad accompagnare i visitatori sono i sommelier interni, che guidano gli ospiti lungo un itinerario che si apre con una passeggiata tra i vigneti a piede franco, alcuni dei quali centenari, proprio sul fianco del Monte Serra dove crescono le viti storiche di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio.

Dal vigneto si prosegue verso il cuore storico della Tenuta: il maestoso Palmento settecentesco, oggi trasformato in un vero museo della vinificazione etnea, dove si scoprono gli strumenti e le tecniche con cui si produceva il vino sull’Etna prima dell’arrivo della tecnologia moderna. Il percorso continua nella cantina storica, riconvertita in un’elegante Sala dei Quadri con opere d’arte e design italiano, e nella Bottaia, l’ambiente dove i grandi rossi Benanti affinano lentamente prima dell’imbottigliamento.

La visita si chiude con una degustazione guidata che mette a confronto etichette diverse per raccontare al meglio la complessità del territorio etneo, spesso abbinata a specialità gastronomiche locali preparate dallo staff di cucina interno. È un formato pensato per far percepire con chiarezza le differenze tra i vini Tradizionali, prodotti da uve provenienti da più versanti, e i vini di Contrada, espressione di una singola porzione di vigneto.

Tra le proposte disponibili, l’esperienza Selezione Benanti è probabilmente il modo più completo per scoprire l’identità di questa cantina.

Non è un caso che tra i vini protagonisti di questo percorso ci sia sempre il Nerello Mascalese, uva che a Benanti compone circa l’80-85% dell’Etna Rosso insieme al Nerello Cappuccio, coltivata su terreni sabbiosi e vulcanici tra i 450 e i 900 metri di altitudine. È proprio questa combinazione di suolo, altitudine ed escursione termica a regalare al vino quella mineralità e quella sapidità che i sommelier raccontano durante la degustazione.

Esperienza consigliata

Selezione Benanti

Visita guidata di Tenuta e vigneto Monte Serra con degustazione di 4 vini dell’Etna, Tradizionali e Contrade, abbinati alle specialità dei Resident Chef.

Quanto costa visitare Cantina Benanti e come prenotare

L’esperienza Selezione Benanti ha un costo di 60 euro a persona e una durata di circa due ore, un investimento coerente con la qualità e la profondità del percorso proposto, che unisce visita guidata, degustazione di quattro etichette e abbinamento gastronomico curato dallo staff interno.

Va tenuto presente che Benanti, a differenza di molte altre realtà del territorio etneo che accolgono flussi turistici più ampi, ha scelto di mantenere un profilo di ospitalità esclusiva e su prenotazione. Questo significa che non è possibile presentarsi in cantina senza aver prenotato in anticipo, ma garantisce in cambio un’accoglienza curata nei dettagli e mai affollata.

È consigliabile prenotare con almeno una o due settimane di anticipo, soprattutto se si desidera visitare la Tenuta nei fine settimana o durante i mesi primaverili ed estivi, quando la richiesta cresce sensibilmente. Va inoltre ricordato che la Tenuta accoglie i visitatori ogni giorno della settimana, escluso il lunedì, un dettaglio utile per organizzare al meglio l’itinerario di viaggio.

Per chi desidera portare a casa un ricordo concreto della visita, è possibile acquistare le etichette Benanti direttamente in Tenuta al termine della degustazione, con la possibilità di spedizione in Italia e all’estero tramite corrieri specializzati.

La prenotazione dell’esperienza Selezione Benanti può essere completata online in pochi minuti, un passaggio semplice che permette di bloccare la data preferita e presentarsi in Tenuta con tutto già organizzato, pronti a vivere l’esperienza senza pensieri logistici dell’ultimo minuto.

Quando visitare Cantina Benanti per vivere l’esperienza migliore

Il periodo migliore per visitare Cantina Benanti dipende molto da cosa si desidera vivere durante il soggiorno sull’Etna. La primavera, tra aprile e giugno, regala ai vigneti di Monte Serra un verde intenso e temperature piacevoli, ideali per camminare tra i filari senza il caldo eccessivo dei mesi estivi. È il momento perfetto per chi vuole abbinare la visita in cantina a un itinerario più ampio tra le altre eccellenze del versante sud-est dell’Etna.

L’estate, pur essendo la stagione più richiesta dal punto di vista turistico, offre giornate lunghe e la possibilità di godersi il panorama sulla Tenuta ottocentesca fino al tramonto, un momento in cui la luce calda del pomeriggio siciliano rende ancora più suggestiva l’atmosfera della degustazione.

Settembre e ottobre restano però il periodo più affascinante per chi vuole vivere davvero l’anima produttiva di Benanti. È il tempo della vendemmia, quando i vigneti centenari di Nerello Mascalese si riempiono di attività e l’intera Tenuta si anima di un fermento che racconta meglio di ogni parola il legame profondo tra questa famiglia e il proprio territorio. Visitare la cantina in questo periodo significa percepire con maggiore intensità il lavoro che sta dietro ogni bottiglia.

L’autunno inoltrato e l’inverno, infine, regalano un’esperienza più intima e raccolta, perfetta per chi cerca tranquillità e un rapporto più diretto con i sommelier durante la visita, complice anche una minore affluenza rispetto all’alta stagione.

In ogni caso, prenotare con il giusto anticipo resta il consiglio più prezioso, così da assicurarsi la data desiderata e vivere l’esperienza Selezione Benanti nel momento dell’anno che meglio si adatta al proprio viaggio sull’Etna.